Ottima riuscita per la I edizione della “Mostra d’arte del modellismo della pietra e del legno”, pensata e curata dalla Pro Loco “Quadratum”. L’allestimento curato in particolare dai due soci Domenico Rutigliano e Felice Strippoli, è inserito nel programma dell’Estate Coratina ed ha interessato giovani e meno giovani, coratini e forestieri.
Nell’accogliente chiesa di San Francesco (via Carmine), dal 13 al 23 agosto, sono stati esposti modellini di trulli, chiese, masserie, torri, case rupestri e capanne natalizie realizzati con semplici materiali (pietra, legno, radici di ulivo e sughero), dai coratini Giacinto Galantino di Bisceglie, Domenico Rutigliano e Alberto Tritto, ed arnesi e utensili della civiltà contadina.
Intitolata “E ti ricordo ancora” la mostra degli oggetti della quotidianità di circa sessanta anni fa. I meno giovani hanno provato l’emozione di rivivere gli usi e i costumi di quando erano piccoli. I più giovani, forse per la prima volta, hanno visto “u vacile”, “u prise”, “u pesciature” - protagonisti della ricostruzione di un bagno stile anni ’40 – ’50 - la bicicletta del lattaio con la campana e i misurini necessari per vendere il latte, “u fierre pe stra” usato dalle donne per stirare, “la callare de rame” e “u canistre” usati in questo periodo per la tradizionale “salsa”, “la bigoncina” per il trasporto dell’uva, “la machenette du flitte” per allontanare mosche e insetti, oltre che molti oggetti utilizzati per la cura e l’uso del cavallo.
Un tuffo nel passato – con la collaborazione de “Il Rigattiere” - per erudire i giovani e far rivivere ai meno giovani la loro fanciullezza forse meno comoda ma di certo più conviviale.
Molti i commenti positivi appuntati nel quaderno posto all’uscita della chiesa, sul quale gli emigrati coratini tornati nella loro città natale per l’estate si sono complimentati con gli organizzatori ringraziandoli per aver organizzato un’iniziativa del genere.
Obiettivo raggiunto dunque con una manifestazione che risponde ai fini propri del sodalizio della Pro Loco, promuovendo la conoscenza e la custodia del passato, dei ricordi, degli usi e dei costumi che rientrano a pieno titolo nello scrigno prezioso del patrimonio culturale immateriale.
Francesca Maria Testini