L’Arte per l’Arte: l’installazione #ilPendìo50

Un’inedita installazione sta accompagnando la cinquantesima edizione de “il Pendìo”.

Dall’idea dei soci Pro Loco “Quadratum” e grazie alla grande sapienza e dedizione del socio Aldo Caterina nel progettarla e costruirla in ogni sua parte è nata questa scenografia celebrativa che non riproduce semplicemente il nome della storica Mostra d’Arte, bensì è un esempio di Arte per l’Arte.

Infatti ben otto artisti affermati e per la maggior parte quotati hanno “adottato” una lettera dell’installazione interpretandola con la propria arte (photo credits: Nicolò Testino). Seguendo l’ordine della scritta, scopriamone gli autori delle opere:

ANNAMARIA LA MONICA – formazione romana con laurea in Storia dell’Arte,specializzandosi in restauro, ha sempre mantenuto una grande sensibilità e predisposizione per l’Arte, partecipando a mostre sempre nella Capitale. In ambito restauro sul territorio pugliese ha sviluppato
il restauro della statua lignea di S. Cataldo, opere presso il Convento dei Frati Cappuccini di S. Giovanni Rotondo; sul versante mostre ha curato eventi di carattere artistico e storico a Roma, a Bari ed anche a Corato con notevole successo.

LUIGI POMARICO – docente di Scuola media abilitato all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte nelle Scuole Superiori. Imprenditore nel campo della ceramica artistica ed ideatore di decorazioni innovative, ha partecipato a concorsi nazionali, conseguendo numerosi riconoscimenti e premi per la sua tecnica innovativa ed originale; numerose le personali e le collettive a carattere provinciale, regionale e nazionale, anche in prestigiose gallerie.

SARA RUTIGLIANO – diplomata all’Istituto d’Arte di Corato, ha tenuto personali a Milano, Torino, Barletta, Trani e Corato e ha partecipato a rassegne a Firenze, Nizza, Riccione, Bari, Giovinazzo e Martina Franca, Corato e Napoli. Fra i premi conseguiti: 1998, 2° assoluto al Conc. Città di Milano, 2° premio speciale a Cortemaggiore ed al Conc. Int. Città di Mantova; 1997, Targa Leone di S. Marco al Premio Biennale di Venezia e 2° premio al Natale dell’Artista a S. Polo d’Enza; 1999, 4° premio al Conc. Arte e Poesia a Barletta; 2002, Trofeo Azurenne a
Montecarlo e Premio E. Cirese a Roma; 2008, Premio Int. Michelangelo a Roma; 2011, England Award Int. a Manchester. Recensita da A. Oberti, E. Corti, S. Perdicaro e C. Leone. Sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private in Italia, Germania, Canada, Stati Uniti e nel
Comune di Corato.

SABINO ZAZA – fin da piccolo manifestava una predisposizione per il Disegno. Vicende famigliari dovute all’immigrazione lo portarono da Corato a Torino dove giovanissimo iniziò a lavorare in Fiat, senza mai abbandonare la sua passione artistica. Nel 1972 incominciò da autodidatta a dipingere su tela con un discreto riscontro positivo. A questo si unì man mano un’attività artistica che, ritornato a Corato nel 2002, fu supportata con entusiasmo da iniziative Pro Loco. A queste si unisce una originalissima collezione di vignette dell’autore (oltre 500) sui soprannomi delle famiglie coratine.

MARIA LUISA CIALDELLA –  diplomata all’Istituto d’Arte di Corato e poi presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, è docente di Disegno e Storia dell’Arte. Ha partecipato a prestigiose rassegne in Italia e all’estero fra cui la Triennale di Roma (2011), la Biennale di Palermo (2013, 2015), la Biennale di Catanzaro (2011), l’Expo Arte di Bari, l’Expo di Brescia, oltre a collettive a Bari, Venezia, Taormina, Catanzaro, Grenoble, Amsterdam e San Pietroburgo. Tra i riconoscimenti e premi ottenuti:  1° Premio Vanvitelli, 1° Premio De Nittis, 1° Premio San
Pietroburgo, 1° Premio Claude Monet, 1° Premio C. Rosa. Sue opere sono esposte sia nella sua Corato ché a Grenoble, Caracas ed in collezioni  provate a Dublino, Londra, Amsterdam e altri paesi di Francia, Venezuela e Germania.

LUIGI BASILE – dopo gli studi artistici è stato docente presso il
Liceo Artistico”Pino Pascali” e “De Nittis” – Bari e anche presso il
Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” a Corato. Ha tenuto diverse
collettive e personali in molte città Italiane ed estere, sviluppando
anche numerose opere pubbliche.

GREGORIO SGARRA – dopo aver conseguito i diplomi al Liceo Artistico di Bari e presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, esordisce a Corato nel 1991 con la mostra “Alchemy” a Palazzo di Città e con “La terra, il bacio, la morte” nell’ex Ospedale Umberto I. Con il tempo si è affermato in diverse città della provincia di Bari e della Regione Puglia, approdando in Sicilia, Umbria, Marche, Lombardia, spopolando a Washington (USA) e, più di recente, a Chicago dove il Philip Connection ha selezionato, tra i tanti lavori pervenuti, un suo video sulla nota figura biblica di Giobbe.Videoinstallazioni a parte, le sue opere più diffuse e richieste sono le icone sacre, frutto di un corso di specializzazione in iconografia frequentato a Bologna nella Chiesa di San Domino. Molti i soggetti, sacri o profani, da lui immortalati utilizzando le antiche tecniche di velatura fiamminga, comprese le tele legate al concetto di anamorfosi, giganteschi corpi che cambiano a seconda del punto di vista, esposte presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano, la più celebre e duratura in Puglia. Due le opere note alle masse: il quadro raffigurante “L’estasi di Santa Teresa” che fa parte delle scene più divertenti del film “Che bella giornata” interpretato dal comico pugliese Checco Zalone, e la “Madonna del Grano”, composizione maestosa, pari a 4 metri per 3, realizzata in real time con chicchi di grano, nel Cluster Cereali e Tuberi dell’Expo Milano 2015, nell’ambito del progetto “Nel nome del Padre … storie di grano e di terra” promosso da Casillo Group e ideato da Carlos Solito.

PINO NAVEDORO – nato a Gravina in Puglia nel 1973. La sua prima passione per la pittura, incoraggiata dal suo nonno artista, fu messa da parte per diversi anni mentre perseguiva la sua istruzione superiore. Laureato all’Università degli Studi di Firenze dopo aver studiato
letteratura moderna e specializzandomi in storia dell’arte. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui “Le Chiese rupestri di Gravina in Puglia, considerazioni preliminari su alcuni siti noti e non ancora scoperti” con una presentazione di Cosimo Damiano Fonseca (2006);
“Gravina in Puglia, to Town Guide” (2006); “Giovanna Frangipane Della Tolfa, dalla madre di Papa Benedetto 13 alla monaca di clausura” (2006).
È tornato alla pittura nel 2006 e nel 2011 Navedoro ha iniziato a esibirsi in varie mostre, come il Padiglione Puglia alla 54a Biennale di Venezia, che si è tenuto al Complesso di Santa Scolastica, a Bari.

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