Corato nel Medioevo
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Una nuova opera per conoscere il volto urbano della nostra città agli albori della sua storia
“Non sapere cosa sia accaduto prima che fossi nato significa essere sempre bambino”: questa celebre ed eloquente affermazione di Cicerone indica chiaramente e riassume in modo significativo lo spirito che ci ha animato nel realizzare il presente testo.
A caratterizzare l’intera opera, infatti, è il forte desiderio di interrogare e indagare il nostro passato, ravvivato dalla curiosità di riscoprire le sue tracce e plasmato dal metodo scientifico di osservare la realtà, confrontarla con quella di altre località e comprenderla alla luce dello studio di numerosi documenti e fonti pervenutici.
Le realtà protagoniste di queste ricerche, confronti, analisi sono l’urbanistica e gli edifici di culto della città di Corato durante la fase medievale, il periodo nel quale per la prima volta i documenti attestano l’esistenza di questo borgo, permettendoci di avviarne la ricostruzione ufficiale della sua storia.
Avvalendoci esclusivamente delle fonti scritte, senza straripare dagli argini della scientificità e dai dati oggettivamente attendibili, abbiamo focalizzato il nostro studio sulla città, quale tessuto organico costituito da una pluralità di funzioni interconnesse che si avvalgono dell’uso di strutture architettoniche strettamente legate tra loro. Pertanto, Mario Piccarreta, nella prima parte dell’opera dedicata all’urbanistica, ha scandagliato la realtà esistente, per rintracciare gli elementi architettonici, spesso frammentari, del volto urbano di Corato nei sui primi secoli di vita, e ricostruirne la sua evoluzione, chiarendo quale sia stato il rapporto che è intercorso tra strutture architettoniche del potere e organizzazione economico-sociale. In tale sezione, si affronta, innanzitutto, il problema delle origini della città, per poi passare alla ricognizione delle fonti e degli elaborati di antichi scrittori, attraverso i quali si ricostruisce la storia e il volto di Corato nel Medioevo. Di seguito, ci s’immerge nell’analisi dell’impianto urbano medievale e del tessuto edilizio, per concludere con l’individuazione degli elementi architettonici appartenenti all’epoca medievale e giunti sino a noi.
Nella seconda parte, elaborata da Ettore Torelli, si approfondisce lo studio della città esaminando una particolare tipologia di organismi architettonici medievali: l’edificio di culto, che in virtù della sua funzione è sopravvissuto, più di altre strutture architettoniche, alle trasformazioni urbanistiche avvenute nel corso dei secoli. Le chiese, infatti, pur se ristrutturate, rinnovate e alterate nel loro aspetto originario, hanno conservato spesso numerose tracce del loro passato e, pertanto, detengono una rilevante importanza nella storia delle città. Tale sorte, tuttavia, è spettata solo ad alcuni dei numerosi edifici di culto citati nei documenti medievali, altri, invece, sono stati trasformati perdendo la loro identità, o sono stati distrutti cancellandone la loro memoria. Tre sono le costruzioni ecclesiastiche di epoca medievale ancora esistenti nel centro urbano di Corato: la Chiesa Collegiale di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di San Vito e la Chiesa di San Domenico, già di Santa Maria Vetere. Di esse se ne affronta l’analisi, attraverso lo studio delle fonti storiche, l’osservazione diretta del loro attuale assetto e il confronto con altri edifici, per giungere alla conoscenza della loro origine, capirne le motivazioni e le modalità con cui sono state costruite e comprenderne le trasformazioni subite nel tempo.
E’ chiaro, pertanto, che quest’opera offre l’opportunità di ricostruire un panorama organico della realtà urbana di Corato agli albori della sua storia e, senza alcuna pretesa di esaurire l’analisi dell’urbanistica e dell’architettura, in particolar modo ecclesiastica, di epoca medievale, si propone come un contributo utile e stimolante per approfondire la conoscenza della storia coratina e del suo patrimonio artistico. E’ fondamentale, infatti, riscoprire ed approfondire la propria identità storica e riappropriarsi delle proprie risorse culturali, soprattutto nell’attuale fase storica, in cui sta maturando una particolare sensibilità a non dimenticare e a rivalutare il proprio passato e le sue testimonianze, affinché siano tutelate e valorizzate con consapevolezza e competenza.
La realizzazione di questo testo, nata dal lavoro di noi autori, dall’indispensabile sostegno della Pro Loco “Quadratum” e dal patrocinio del Comune di Corato, costituisce, appunto, un semplice segno di questa crescente attenzione da parte di tutta la comunità civile nei confronti dei nostri beni culturali e del loro prezioso valore e significato.
Mario Piccarreta
Ettore Torelli
Per informazioni è possibile contattare gli autori:
Info Mario Piccarreta cell. 335 7207955
E-Mail 3357007955@tim.it
Info Ettore Torelli cell. 349 8778227
E-Mail torelli.ettore@libero.it